Alla scoperta dell'incredibile Morgan Library

La combinazione di lettere "J. P. Morgan" fa subito riaffiorare nella nostra mente le immagini di una multinazionale vampiresca e assetata di quattrini che imperversa impunemente nel sistema capitalistico globale.

Tuttavia, c'è anche qualcosa di buono ed interessante che possiamo ricollegare a quella che viene considerata la più grande banca d'affari al mondo: una biblioteca.

Nato nel 1837, John Piermont Morgan rampollo di una grande dinastia di banchieri americani, ben prima di lanciarsi nel business era già caduto tra le braccia del collezionismo più sfrenato. La sua enorme passione per le opere d'arte e i libri, sfociò nella creazione del Morgan & Library Museum che aprì i battenti a New York nel 1902 (per poi essere convertito in istituzione pubblica nel 1924).

La biblioteca è ospitata in una grande sala che, oltre alla preziosa collezione di libri, conserva anche altri oggetti d'arte tra i quali l'arazzo con Il Trionfo dell'Avarizia di Pieter Coecke van Aelst del 1545.

Negli ultimi decenni, diversi sono stati gli interventi miranti a conservare e proteggere il grande patrimonio custodito all'interno di questa meraviglia. L'ultimo in ordine di tempo, nonché il più radicale, ha coinvolto il celebre architetto italiano Renzo Piano.

Piano ha rinnovato ed ampliato completamente la struttura, facendo dialogare i nuclei storici (inclusa la casa dei Morgan, risalente alla metà dell'Ottocento) con la modernità.

La Morgan è davvero uno scrigno di tesori incredibili tra i quali: oltre 20mila opere su carta (disegni e schizzi di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Dürer, Van Gogh, Cézanne, Matisse e Picasso e tanti, tanti altri), una collezione formidabile di manoscritti in copia unica o in prima edizione (l'elenco sarebbe troppo lungo, roba da mal di testa) e un vasto numero di preziosi e meravigliosi libri a stampa, che comprende addirittura tre copie della Bibbia di Gutenberg.

E poi una moltitudine di spartiti musicali originali realizzati dai più grandi compositori, sigilli e tavolette risalenti fino al quinto millennio a.C.

La creatura immaginata e generata dal magnate Morgan, conferma quello che spesso si pensa in merito al ruolo delle biblioteche: essere dei luoghi che custodiscano la memoria e il genio dell'Uomo, con il primario obiettivo di trasferirli alle generazioni successive.

La biblioteca è quanto di più vicino ad un wormhole. La biblioteca collega il passato con il futuro.

Borges ha affermato di aver sempre immaginato il Paradiso come una sorta di biblioteca. Ci è andato molto vicino.




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