Frankenstein: storia di un'occasione mancata

Il 2 agosto 1817, Percy Bysshe Shelley scrisse una lettera al suo editore Charles Ollier, chiedendogli di valutare la possibilità di pubblicare "Frankenstein o Il moderno Prometeo", un manoscritto che gli era stato consegnato da un suo amico. Shelley scrisse:

"Gentile Signore,

Vi invio con questa lettera un manoscritto che mi è stato consegnato da un amico per il quale nutro una grande stima. Non so se il Vostro piano d'affari preveda l'acquisto dei diritti d'autore, o se ad ogni modo abbiate un certo interesse per i diritti d'autore di eventuali opere che sembrino promettenti e di successo. Preferirei certamente che si facesse un accordo di questo tipo, se, dopo aver preso in considerazione il manoscritto, poteste fare un'offerta che io mi senta disposto ad accettare per conto del mio amico. Quale possa essere questa offerta, sarete Voi a decidere dopo aver preso visione dello scritto. Sarete così gentile da comunicarmi la Vostra decisione il prima possibile?

Rimango, caro signore, il Vostro fedele e obbediente servitore, Percy B. Shelley."

Lo stesso giorno, Shelley scrisse anche una lettera al suo amico Leigh Hunt in cui parlava della richiesta fatta a Charles Ollier e gli chiedeva di non rivelare che sua moglie Mary Shelley fosse la vera autrice del manoscritto: "Ho inviato a Ollier un manoscritto del cui vero autore ti prego di tacere, qualora ti dovesse essere fatta qualche domanda al riguardo".

Ollier alla fine decise di non pubblicare il libro, che fu stampato invece da una piccola casa editrice londinese, la Lackington, Hughes, Harding, Mavor, & Jones.

Il romanzo venne pubblicato in forma anonima, con una prefazione scritta da Percy Bysshe Shelley e con una dedica al filosofo William Godwin, padre di Mary Shelley.

Il resto della storia lo conoscete benissimo.

Povero Ollier.


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