L'Italia vista attraverso gli occhi di un artista tedesco del '700: Capua.

Questa storia comincia nella città bavarese di Augusta che, tra il XVII e il XVIII secolo, fu tra i più importanti centri editoriali d'Europa. Su commissione di una facoltosa famiglia di quelle parti, che aveva fatto fortuna proprio nel settore dell’editoria d’arte, nel 1720 il trentenne disegnatore Friedrich Bernhard Werner ebbe l’opportunità di viaggiare in lungo e in largo per l’Europa con il preciso incarico di produrre disegni che raffigurassero le vedute di alcune tra le più belle e celebri città europee.

Il giovane, che successivamente avrebbe lavorato come geografo e ingegnere per varie dinastie reali europee (nel 1744 Federico il Grande gli conferì il titolo di Scenografo reale prussiano), produsse svariate vedute urbane che, oltre ad essere considerate tra le più belle e decorative del ’700, servirono anche da modello per tanti artisti e incisori dell’epoca. I panorami urbani disegnati da Werner, furono successivamente incisi su rame e pubblicati in numero ridotto e solo separatamente da Joseph Leopold e da suo figlio Johann Christian, tra il 1723 e il 1755.

Naturalmente, tra i paesi in cui Werner fece tappa, ci fu anche l'Italia. Accanto a città celebri come Venezia, Roma e Napoli, l'artista tedesco rivolse le sue attenzioni anche verso insediamenti urbani meno noti. Tra questi, va annoverata Capua che, ai tempi di Werner, aveva già vissuto mille vite.

A testimonianza del ruolo importante ricoperto dalla città di Capua nei secoli passati (prima dell'anno mille, in piena dominazione longobarda, nodo fondamentale della Langobardia Minor, culla della lingua italiana grazie al Placito Capuano primo documento in volgare redatto in territorio capuano nel 960 d.C., centro nevralgico in epoca normanna, città fortezza ideale per Federico II e Carlo V, nonché "Porta del Sud” per il suo posizionamento strategico a difesa, sul versante nord, del Regno di Napoli), come detto Werner decise di inserire anche la città affacciata sul fiume Volturno tra le tappe del suo Grand Tour artistico.

Non sapremo mai se il tedesco giunse davvero in città o se realizzò “a distanza” la veduta di Capua prendendo a modello altre stampe e disegni che si era procurato (fatto abbastanza comune nei secoli passati). Sicuramente, osservando l’incisione emergono chiaramente una forte attenzione ai dettagli e uno stile tipicamente nord europeo dalle tinte quasi gotiche.

Werner scelse di disegnare Capua vista da nord. È facile intuirlo dalla presenza del massiccio portale fortificato fatto costruire dall’imperatore Federico II tra il 1234 e il 1239 e posto a settentrione come ideale via di accesso al suo regno (le due torri laterali sono ancora oggi ben visibili).

L'artista inserì la veduta dell'urbe capuana tra due drappi posti in alto che riportano 13 punti della città (tra cui il Duomo e Santa Caterina). In calce alla veduta, alcune righe di descrizione (a sinistra in latino e a destra in tedesco). Tempo dopo, partendo dal disegno originale, lo stampatore Johann Christian Leopold impresse l'immagine su un foglio in mezza pergamena mediante la tecnica dell'incisione su rame, per poi lasciare traccia del suo lavoro come si evince da questo ingrandimento.

Delle circa cento vedute realizzate da Werner, solo una piccola parte fu sottoposta anche ad un processo di fine colorazione con acquarello.

Tra le rappresentazioni a stampa dell'antica e nobile città campana, quella realizzata da Werner e incisa dallo stampatore Leopold, per poi essere colorata a mano, è certamente la più preziosa e rara in assoluto. La rintracciai in una bottega antiquaria di Karlsruhe.

Dopo quasi trecento anni, la stampa era ancora in ottime condizioni. Tutti i suoi precedenti possessori dovevano essere stati molto attenti e rispettosi. A farle compagnia, un vecchio passepartout che aveva palesemente visto giorni migliori. Nonostante tutto, decisi comunque di non separare i due vecchi compagni di viaggio, chiedendo al mio abile corniciaio di fiducia di sigillarli per sempre insieme.



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