“NORWEGIAN WOOD” di Haruki Murakami

Ovvero un romanzo di formazione che indaga e si interroga sul perenne conflitto tra il desiderio di essere pienamente inseriti nella società - entrando finalmente nella vita adulta - e il bisogno giovanile ed istintivo di essere se stessi, di poter dire la nostra sempre e comunque. Toru Watanabe, il protagonista del romanzo, condivide con noi, attraverso una serie di flashback lungo l’intero libro, i ricordi del suo passaggio nella vita adulta e i suoi anni più difficili. Memorie che riaffiorano mentre viaggia in aereo - siamo negli anni ’80 - e ascolta le note di Norwegian Wood (This Bird Has Flown), celebre canzone dei The Beatles.

Giappone, sul finire degli anni ’60. Nei suoi ricordi Toru ci appare un ventenne perennemente attanagliato dai classici dubbi che tutti abbiamo avuto in quella fase della nostra vita: aver sbagliato o poter sbagliare nelle scelte di vita e di amore.

Seppur tormentato da questi interrogativi, Toru è comunque anche guidato da un ostinato e solido senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di falso e posticcio.

Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe come il magnete fa con il ferro, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che il fato decida per lui.

I primi amori, il senso dell'amicizia e quello per la perdita, la crescita, il venir meno delle illusioni, la malinconia, le scelte, la vita, la morte. Toru, un giovane che non è certamente un Santo, ci fa rivivere in pieno gli anni dell'adolescenza e dell'università sfumati in una società, quella nipponica, che ha non pochi punti di differenza con quella occidentale. Probabilmente è proprio per questo che suscita, in molti di noi, tanta curiosità e un'irresistibile attrazione.

Raccontandoci le vicende personali del giovane Toru Watanabe, Murakami getta indirettamente lo sguardo anche sul contesto sociale del Giappone di quegli anni, fatto di rivolte studentesche e agitazioni (una eccellente rappresentazione visiva di quel periodo, la potete recuperare nello splendido film di animazione La Collina dei Papaveri dello Studio Ghibli. Dovrebbe far parte del catalogo Netflix).

Movimenti che fanno da sfondo alla storia e che Murakami ha scelto con l’intento di mostrarne la debolezza e l'inutilità per una società che non sarebbe comunque cambiata negli anni successivi. Norwegian Wood è un frullato di tutto questo. Le pagine di Murakami esplorano il mondo in chiaroscuro dei sentimenti e della solitudine. L’adolescente Toru ricorda, per certi versi, l’adolescente Holden. Norwegian Wood come una sorta di Il giovane Holden scritto con l’approssimarsi del nuovo millennio.

Buona parte del romanzo fu partorita da Murakami durante una sua lunga permanenza in Italia a metà degli anni ’80. Dopo aver passato un mese in Sicilia, Murakami si trasferì a Roma per continuare la scrittura in un piccolo appartamento che affacciava sul Tevere. Scrivendo Norwegian Wood, il romanziere giapponese ci ha regalato una cosa preziosa: una riflessione sulla condizione dell’uomo moderno. Questo non è propriamente un libro da “sotto l’ombrellone”. Siamo a fine novembre, periodo perfetto per questo tipo di storie. Cogliete l’occasione.

Dedicata al piccolo Rei.

(Prima edizione giapponese)


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