Wenceslaus Hollar e il "The Globe" sbagliato

Wenceslaus Hollar nacque a Praga nel 1607. Considerato uno dei più grandi incisori di tutti i tempi, deve la sua fama immortale all'incontro con il conte Thomas Howard d’Arundel, nobile dalle ricchezze smisurate, grande appassionato d'arte, bulimico collezionista, nonché una delle figure più influenti dell'Inghilterra del '600.

L'incontro con quello che sarebbe diventato il suo futuro mecenate, spalancò le porte del regno britannico al boemo, che vi si trasferì senza indugi portando con sé il suo enorme talento.

I suoi affari lo portarono a decidere di risiedere nella capitale del regno e sarà proprio a Londra che la pulizia e la bellezza dei suoi disegni, lasceranno una traccia indelebile.

Per nostra fortuna, l'eredità dei suoi lavori, composta da oltre 400 disegni e 3000 acqueforti, ci consegna, tra le altre cose, una "fotografia" molto chiara della Londra medievale, precedente al terribile incendio che ne distrusse buona parte dei tesori architettonici e artistici nel lontano e funesto 1666.

Celebre soprattutto per le sue splendide vedute di città, la panoramica più famosa di Hollar, è proprio un'incisione dedicata a Londra dal titolo "Long View of London from Bankside" e realizzata nel 1647.

Questo panorama londinese, è il primo ad essere stato prodotto partendo da un unico punto di vista. Per realizzarlo, Wenceslaus Hollar abbozzò tutti i suoi disegni posizionandosi esclusivamente su quella che oggi viene chiamata Cattedrale di Southwark.

Questa straordinaria incisione è enorme e dettagliatissima. Sviluppandosi per ben 2,7 metri, consente di farsi un'idea molto vicina alla realtà rispetto a come doveva presentarsi agli occhi di un visitatore la Londra del '600, cuore pulsante del regno, nonché culla del teatro elisabettiano, quindi principale palcoscenico da cui cominciarono ad essere diffusi i lavori del più grande drammaturgo di tutti i tempi: William Shakespeare.

Palcoscenico non in senso metaforico visto che, a pochi passi dal Tamigi, nel 1599 venne costruito il Globe Theatre su iniziativa della compagnia teatrale a cui apparteneva lo stesso Shakespeare, i Lord Chamberlain's Men.

Distrutto da un incendio il 29 giugno del 1613, venne ricostruito l'anno dopo per poi essere demolito definitivamente nel 1644, quindi ben tre anni prima che Hollar realizzasse l'incisione.

Tuttavia, se si focalizza l'attenzione su una determinata parte dell'opera del boemo, il Globe è facilmente rintracciabile nei pressi delle rive del fiume.

Come è possibile che nell'acquaforte di Hollar sia presente un edificio demolito tre anni prima? Semplice, per realizzare la sua opera, l'artista si basò anche sul lavoro effettuato nel 1616 da un altro gigante della materia, l'incisore Claes Jansz Visscher.

Nel farlo, commise però un errore grossolano etichettando con "The Globe" quello che in realtà era l'Hope Theatre, un edificio che, nei primi anni del '600, fungeva sia da teatro che da arena per il bearbaiting, la lotta tra orsi. Si, gli inglesi dell'epoca andavano matti per questo genere di cose. Allargando ulteriormente l'immagine il falso The Globe si vede bene.

Ma allora il vero Globe Theatre c'è o non c'è all'interno della veduta londinese che ci ha lasciato Hollar? C'è e lo si individua spostando lo sguardo un po' più verso sinistra fin quando l'occhio non cade sull'etichetta "Beere bayting" che in realtà è il secondo Globe Theatre ricostruito nel 1614, nello stesso punto in cui nel 1613 andò in fumo quello nel quale vennero rappresentati per la prima volta gli immortali capolavori shakespeariani.

Ispirandosi alla veduta realizzata nel 1616 da Visscher, Hollar invertì evidentemente le etichette. Nonostante tutto, a 400 anni di distanza, la gigantesca panoramica di Hollar consente a tutti noi di fare uno strepitoso salto indietro nel tempo. E sognare.





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