Napoleone, l'Egitto e i libri stampati più belli della storia

Per un periodo di tempo lunghissimo, lo sterminato lembo di terra della valle del Nilo è stato per noi occidentali poco più che un fascinoso mistero. Questo almeno fino a quando la curiosità e la megalomania di Napoleone Bonaparte, non spinsero il celeberrimo francese ad organizzare una colossale campagna d’Egitto tra il 1798 e il 1801, il cui scopo ultimo era giungere al controllo totale di un importante snodo dei commerci verso l’Oriente.

Fu infatti solo dopo l'invasione dell'Egitto da parte di Napoleone, che l'Europa conobbe quelle terre lontane in modo più dettagliato e scientifico.

Oltre due secoli fa, Bonaparte aveva già ben chiaro il peso specifico delle immagini e della narrazione scritta sull'opinione pubblica. Per questo motivo, alla vigilia della partenza verso il nord Africa, ordinò che alla spedizione militare si unissero quasi duecento persone tra ingegneri, architetti, disegnatori, botanici, zoologi, minerologi e cartografi che avrebbero dovuto raccontare per immagini e per iscritto, l'Egitto e la sua storia, le sue arti, i suoi inestimabili tesori, la sua flora, la sua fauna, la sua geografia, la sua mineralogia, la sua agricoltura, nonché lo stile di vita degli abitanti.

Il risultato di questa formidabile intuizione, fu la nascita di quella che, per lungo tempo, fu la più grande opera stampata mai realizzata dai tempi di Gutenberg, un colossale lavoro racchiuso in volumi altrettanto colossali, che influenzerà enormemente il mondo occidentale, innalzando l'egittologia a nobile disciplina e diffondendo, a tutte le latitudini, la passione per la storia e l'arte d'Egitto.

Nel 1802, la pubblicazione della leggendaria edizione imperiale della Description de l'Égypte fu ordinata con decreto consolare. Nacque così una delle più incredibili meraviglie editoriali mai prodotte nella storia della stampa.

La prima edizione era divisa in tre parti (Antiquités, dedicata a reperti e monumenti di epoca faraonica eretti lungo il Nilo, État Moderne, sull’architettura araba, gli usi e i costumi degli abitanti dell’Egitto contemporaneo e Histoire Naturelle sulla zoologia, botanica e mineralogia) e comprendeva 9 libri di testo, 12 volumi contenenti tavole di grande formato e 1 atlante geografico. Per completare questa monumentale impresa, coordinata dall'Institut de l'Egypte, fondato dallo stesso Napoleone, furono coinvolti 200 incisori, 5 diversi stampatori e ci vollero quasi 20 anni!

Questa gigantesca e ambiziosa ricognizione dell'Egitto e le sue numerose tavole finemente dipinte a mano, hanno fornito per la prima volta una documentazione completa e mai più eguagliata della ricchezza dell'antica cultura egizia.

Nella percezione degli europei di inizio '800, i volumi che compongono la Description de l'Égypte furono quello che oggi sono per noi i documentari della BBC o i servizi pubblicati dal National Geographic.

Questi enormi volumi aprirono gli occhi dell'Europa su terre, popoli e culture lontani e lo fecero con un'efficacia mai vista prima.

Quando l'edizione imperiale e quelle successive, iniziarono a circolare tra le corti e i salotti d'Europa, crebbe un entusiasmo senza precedenti nei confronti dell'Egitto. Ancora oggi questa splendida opera, frutto del lavoro coordinato delle migliori menti e dei migliori artigiani di Francia dell'epoca, viene considerata un'importantissima fonte di studio per l'egittologia.

Inoltre, le tavole contenute al suo interno, hanno influenzato enormemente anche le arti decorative, l'architettura, il design e la moda.

Per realizzare questa ambiziosa impresa editoriale, furono prodotti 2 milioni di fogli di carta di cotone di qualità superiore, alcuni dei quali dalle dimensioni impressionanti (135,4 x 70,4 cm). Il valore di una delle rarissime edizioni imperiali, attualmente può superare tranquillamente il mezzo milione di euro (quello di una seconda edizione, dovrebbe assestarsi sotto i 200mila euro). È inoltre grazie alla spedizione in Egitto voluta da Napoleone, se oggi conosciamo la Stele di Rosetta, scoperta dagli archeologi di Bonaparte, il 15 luglio del 1799.

Napoleone desiderò che la spedizione d'Egitto divenisse la celebrazione immortale del suo nome e della sua gloria preservandoli dall'oblio. Direi che, anche grazie a questo straordinario lavoro editoriale e di ricerca sul campo, il leggendario condottiero francese ha indubbiamente raggiunto il suo scopo.




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